La lama dell’assassina – Sarah J. Maas

Titolo: La lama dell’assassina
Autore: Sarah J. Maas
Editore: Mondadori
Genere: epic fantasy
Pagine: 400
Prezzo: 12,00
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Trama libro
Celaena Sardothien è la più micidiale sicaria del regno. Lavora per la Gilda degli Assassini, ma in realtà non obbedisce a nessuno e non si fida di nessuno. Inviata in una serie di missioni nei luoghi più pericolosi, dalle Isole Morte al Deserto Rosso, Celaena inizia ad agire senza rispettare gli ordini del capo della Gilda. Ma dovrà rischiare tutto per rimanere viva… Il prequel della saga de “Il trono di vetro”: cinque nuove avventure raccolte per la prima volta in volume unico.
Autore libro
Sarah J. Maas è una scrittrice statunitense che ha iniziato a soli sedici anni a pubblicare online episodi di quello che poi diverrà “Il trono di ghiaccio” oggi rieditato in “Trono di vetro“, una saga fantasy per ragazzi pubblicata da Bloomsbury che comprende 6 romanzi più la raccolta di racconti prequel “La lama dell’assassina“. Successivamente esce la trilogia iniziata con “La corte di rose e spine” che prosegue con “La corte di nebbia e furia” e “La corte di ali e rovina“, per poi continuare con “La corte di fiamme e argento”, i cui protagonisti sono i personaggi secondari dei primi tre libri. Tutti i volumi hanno riscosso un successo enorme. Gli ultimi lavori sono invece i romanzi della saga “Crescent City” composta da “La casa di terra e sangue” e “La casa di cielo e aria“. La Maas è oggi una delle scrittrici fantasy più amate dai lettori di tutto il mondo.
Recensione
Con il solito calmo ritardo che mi contraddistingue sono arrivata a leggere la saga forse più famosa di Sara J. Maas, quella con cui i lettori di tutto il mondo l’hanno conosciuta e amata, ancora prima di ACOTAR. Seguendo il consiglio di chi già l’aveva letta tutta (più volte), ho deciso di iniziare con questo prequel, una serie di cinque racconti che l’autrice ha pubblicato singolarmente durante la stesura della saga e che poi sono stati riuniti in un unico volume. Come stile di scrittura ho trovato una forma diversa rispetto alla serie di “Una corte di rose e spine“: se è vero che appare più grezza (sono stati scritti quasi sette anni prima), è anche vero che ho avuto la sensazione che sia meno focalizzata sulla parte romance. Da questa premessa mi pare di capire che sto per avviarmi alla lettura di un epic fantasy dove il romance sarà presente, ma forse non in maniera così prepotente come in ACOTAR. I cinque racconti sono scorrevoli, piacevoli da leggere, apparentemente slegati tra loro, anche se in realtà stanno ricostruendo piccoli dettagli del passato della protagonista, Celaena Sardothien. Sono racconti ricchi di avventura, di momenti drammatici che si alternano a rari episodi divertenti. La forza della raccolta è lei, l’Assassina di Adarlan, una ragazzina di 16 anni che riesce a essere nello stesso momento l’essere più letale del regno, ma anche una personcina che, sotto il perenne mantello che indossa, ama sfoggiare gioielli preziosi, ricchi vestiti, usa saponi costosissimi e infila tra i capelli pettini che valgono oro. Una contraddizione solo apparente, che cela in realtà un animo che ho scoperto durante la lettura e al quale mi sono affezionata subito. Il percorso di Celaena in questi racconti è quello che mi ha affascinato, e che alla fine, come temevo, mi ha straziato il cuore. Ho visto una ragazza cresciuta nelle difficoltà, in un ambiente maschile pervaso di combattimenti e obblighi da evadere. Ho visto una sicaria fredda, spietata e letale rispettare incarichi senza fare domande.
La prima guardia non si accorse di lei finché le sue mani non gli si strinsero intorno al collo. Si muoveva silenziosa come un topo, come un debole soffio di vento, come la morte.
All’improvviso l’ho vista tirare fuori quel lato umano che forse non si era mai permessa di mostrare neppure a se stessa. E mi si è aperto il cuore, quando ho compreso che dietro quella corazza c’era una coscienza e c’erano valori e c’era necessità di amare.
«Perché ti dai tanta pena per degli schiavi?»
«Perché se non combattiamo noi per loro, chi lo farà?»
E poi l’ho osservata mentre perdeva tutto. E ho pianto insieme a lei, sulle ceneri di quello che sarebbe stato il suo più grande cambiamento, se l’autrice non avesse deciso di separare i nostri cuori; perché mentre il nostro si è incrinato ed è rimasto sanguinante, il suo è diventato una pietra fredda che Celaena non ha più voglia di ascoltare.
La cenere di un mondo distrutto dalle fiamme, le cui rovine la circondavano. Sentiva il sapore di quel mondo annientato sulle labbra screpolate, le si posava sulla lingua impastata. Preferiva il silenzio. Nel silenzio era impossibile udire la domanda peggiore di tutte: era stata lei la causa di quella sciagura?
Come sempre la Maas ha la capacità di trascinarti nelle vite dei suoi protagonisti e di farti sentire tutte le loro emozioni, che si sommano alle tue e ti sommergono, e a volte, come in questo caso, ti spazzano via come fa un fiume in piena. Ma voglio essere coraggiosa, voglio credere che Celaena abbia vissuto i momenti peggiori della sua vita e che da qui in poi l’Assassina di Adarlan non possa che risalire dal fondo in cui è caduta. E così inizierò subito il primo capitolo de “Il trono di vetro” affiancandomi a lei in questa nuova, grande e tragica avventura che è la sua vita. Perché se ci riesce lei, posso farlo anch’io.
Mi chiamo Celaena Sardothien… e non avrò paura.


