Il volo del pettirosso – Eleonor B. Alexander

Titolo: Il volo del pettirosso
Autore: Eleonor B. Alexander
Genere: historical romance
Pagine: 393
Prezzo: 15,90
Trama libro
Nessuno avrebbe avuto l’ardire di scommettere contro il futuro di Skyla Ashdown. Bellissima, ricca, e invidiata da tutti, sembrava destinata a brillare come la stella più luminosa.
Eppure, il destino per lei ha deciso diversamente, intrappolandola in un matrimonio da incubo con il visconte Maxwell Featherstone.
Come se non bastasse, è costretta a sopportare la silenziosa ma ingombrante presenza di Dominic Demontigny, il fedele servo del marito che, sprezzante e dedito solo a soddisfare ogni bisogno del visconte Featherstone, bersaglia Skyla con i suoi sguardi carichi di disapprovazione. Sarà durante un inaspettato viaggio in Scozia che i muri dei pregiudizi di Skyla e Dominic inizieranno a creparsi.
Dominic comincerà a intuire che la bellissima moglie del visconte Featherstone non è la bambola viziata e sciocca che ha sempre creduto, e che dietro quegli incredibili occhi di zaffiro si nasconde una donna sensibile e generosa.
Skyla scoprirà il mistero doloroso che ha condizionato tutta la vita di Dominic, trasformandolo in un uomo che affronta il mondo con durezza per non esporre la propria anima. I due dovranno lottare per accettare un sentimento che non dovrebbe esistere, combattendo contro un mondo che li giudica, ma anche contro i loro stessi cuori.
Autore
Eleonor B. Alexander è lo pseudonimo di un’autrice italiana di romance storici. Nel 2023 ha pubblicato il suo primo libro “Fiore di rovo“, seguito da “Un soffione nel vento” e successivamente “Il volo del pettirosso“.
Recensione libro
Ci sono così tanti elementi piacevoli in questo terzo romanzo di Eleanor B. Alexander che non so da dove iniziare. Tornare tra le pagine dei suoi libri è sempre entusiasmante, oltre a essere una vera e propria coccola per il cuore. Se amate i romance con un’ambientazione storica, in questo caso regency, sono certa che resterete affascinati dalla bravura con cui descrive questa particolare epoca, dalle abitudini ai costumi, dagli abiti alle convenzioni sociali. Ho già detto per i suoi due romanzi precedenti che la sua ricostruzione storica indica un buon lavoro alla base della scrittura, e lo voglio rimarcare per quest’opera, perché non è facile convincere il lettore di essere in un ambiente che non gli è familiare. Eppure dopo pochi capitoli l’autrice ti trasporta in una società piena di sfarzo ma anche di contraddizioni, all’interno della quale riesce sempre a creare degli intrecci che funzionano e ammaliano.
Una delle cose che amo di più è che, pur essendo tutti romanzi autoconclusivi, c’è un sottile filo che li lega, visibile nei rapporti tra i protagonisti. Sei convinta di aver chiuso le pagine sulla storia di una coppia e pensi che non ne sentirai più parlare, ma poi scopri che uno dei due è il migliore amico del nuovo protagonista; oppure ti accorgi che la Skyla che ritrovi sposata in questo volume l’avevi incontrata bambina nel libro precedente. Sono piccoli dettagli che non richiedono un ordine preciso di lettura, ma che riescono comunque a scaldarti il cuore quando li riconosci. Ma soprattutto devo complimentarmi con l’autrice per l’evoluzione continua della sua scrittura, che qui è ormai fluida, sicura e capace di creare personaggi vividi e concreti in poche pagine. Protagonisti che escono fuori dalla carta e ti conquistano con emozioni reali e credibili. Ho adorato Skyla fin dall’inizio, quando ammette di essere stata sciocca, superficiale, viziata e di essersi rovinata la vita con le sue stesse mani per non aver voluto ascoltare i consigli dei familiari, convinta che il suo amore per Maxwell fosse quello che cercava e che nessuno potesse impedirle di ottenerlo. Una donna imperfetta, vissuta nello sfarzo e nella superficialità comune a molte ragazze benestanti dell’epoca, che ritroviamo invece a fare i conti con una realtà alla quale non si era mai davvero interessata.
Era stata così stupida. Una ragazzina viziata e adorata da tutti, convinta che ogni essere vivente al mondo rimanesse in estasi di fronte al suo passaggio. Aveva attraversato la vita degli altri con indifferenza, concentrava solo sui propri desideri. Non aveva ascoltato le parole di nessuno, convinta che volessero solo frenarla e tarparle le ali.
Nonostante quello che si potrebbe pensare, Skyla non si lamenta una sola volta della situazione in cui si è cacciata, in parte perché è convinta che sia la condizione comune a una donna, in parte per un amore sconfinato nei confronti del fratello maggiore che, se sapesse la verità, di sicuro commetterebbe qualche sciocchezza. Mi è piaciuto molto che l’autrice abbia inserito una critica sociale nei confronti della situazione femminile dell’epoca: tutte le donne, dalle serve a quelle più altolocate, erano considerate inferiori e subordinate al ruolo maschile, legate alla casa e alla famiglia, e potevano persino essere ripudiate dai mariti senza una motivazione valida.
Le scelte sconsiderate di Skyla la portano a una rottura con l’adorato fratello. Eppure il momento in cui i due ragazzi si incontrano, dopo due anni, è stato uno dei più toccanti del libro e mi ha commosso. Il protagonista maschile, Dominic, è solo un servo del visconte Maxwell, un orfano che conosce perfettamente il suo posto ed è devoto al suo padrone. Ma anche in un’epoca in cui le mogli appartenevano ai mariti, che ne potevano disporre a loro piacimento, la morale di Dominic lo porta a poco a poco a chiedersi quale sia la verità dietro le mura domestiche della famiglia Featherstone, e soprattutto se sia giusto voltare lo sguardo dall’altra parte quando la società impone, come in questo caso, di sottostare a ingiustizie e soprusi.
«Io sono solo un servo, milord. Faccio quello che il mio signore mi comanda e non mi pongo domande». «Questo è un male». Dominic lo fissò senza rispondere. «Bisogna sempre porsi delle domande. Il nostro senso critico e un’arma affilata, non dovremmo mai lasciarla ricoprire dalla polvere.»
Il rapporto tra Dominic e Skyla, impensabile, disonorevole e scandaloso per l’epoca, è costituito da un sentimento così puro e paritario che non può essere spezzato nemmeno da tutte quelle forze esterne che tentano di soffocarlo. E alla fine la ragazza capirà che tutto ciò che reputava perfetto e desiderabile è qualcosa di vuoto, mentre l’imperfezione del suo amore per Dominic è la felicità maggiore a cui potesse aspirare. Di nuovo, Eleonor è stata capace di farmi provare emozioni fortissime, con un amore così bello, così vero, così appassionante, che avrei voluto non separarmi dai due protagonisti. E ancora una volta mi ha deliziato con le splendide citazioni sull’amore che aprono ogni singolo capitolo della sua storia e che sono piccole preziose perle.
Perché la perfezione non consiste nello scegliere situazioni e persone, aspettandosi che vada tutto come si desidera. La perfezione può rivelarsi imperfetta e stupire per quanto la sua forma inaspettata si adatti alla nostra vita.

