Eva Luna – Isabel Allende

Eva Luna – Isabel Allende

Titolo: Eva Luna

Autore: Isabel Allende

Editore: Feltrinelli

Genere: romanzo

Pagine: 272

Voto del Pubblico (IBS): 4,5 su 5

Prezzo: 9,50

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Trama

Eva Luna è solo una bambina come tante, in un’America Latina oppressa da un dittatore tiranno, rimasta orfana troppo presto di una madre che le ha lasciato in eredità la capacità di raccontare storie. Come tutti i diseredati del suo paese, viene presa a lavorare come serva in casa di bianchi spagnoli, ma il suo spirito libero e ribelle soffoca fra quelle quattro mura e la ragazzina cresce creando un mondo alternativo in cui riesce a respirare. Incapace di sottostare alle imposizioni della società, passerà da un padrone all’altro, crescendo con pochi ma sinceri affetti, fuggendo dalle famiglie che vogliono sfruttarla, soffrendo talvolta la fame e vivendo perfino in strada. Fino a quando un amico ritrovato le mostrerà la strada sulla quale troverà le sue più grandi passioni: la scrittura e l’amore.

Dall’altra parte del mondo, chiuso nel dolore di una famiglia rovinata da un padre violento e anaffettivo, Rolf Carlé cresce invece nell’attesa di liberarsi dalle sue catene. E quando finalmente la madre lo mette su una nave diretta ai Caraibi, da un lontano cugino, il giovane Rolf dimentica i suoi incubi notturni e inizia a vivere davvero, trovando il suo posto nel mondo e in quella società in preda al cambiamento politico e sociale.


Autore

Isabel Allende, di origine cilena, nata nel 1942, è oggi una delle scrittrici latinoamericane di maggior successo. Parente del generale Salvador Allende, Isabel ha vissuto il suo paese nella prosperità e nel lusso. Dopo il colpo di Stato di Pinochet è fuggita in Venezuela e in seguito negli Stati Uniti. La maggior parte delle sue opere ha come sfondo la storia della sua famiglia o quella di donne che ha conosciuto, con una narrazione, come lei stessa ha ammesso, più vicina alla finzione che alla realtà.

E’ proprio dai ricordi altrui, misti a un pizzico di magia e spiritismo, che sono nate opere di fama internazionale come “La casa degli spiriti”, “Eva Luna”, “D’amore e ombra”, “Il piano infinito”, “Paula“, “Il quaderno di Maya“. Negli ultimi anni si è impegnata in una trilogia per ragazzi (“La città delle bestie”, “Il regno del drago d’oro”, “La foresta dei pigmei“) e nel giallo “Il gioco di Ripper”.


Recensione

Dopo “La casa degli spiriti” questo è un altro dei capolavori di Isabel Allende. Inutile nascondere la mia ammirazione smodata e il mio piacere nel leggere le opere di questa scrittrice. “La casa degli spiriti” (letto tra l’altro quando ero molto piccola e quindi meno capace di guardare oltre la storia raccontata) rimarrà nella mia memoria come uno dei libri più belli che io abbia mai incontrato. In “Eva Luna” ho ritrovato quella scrittura tipica della Allende che la rende così affascinante e unica. La capacità straordinaria di descrivere non solo i personaggi, ma anche gli ambienti e la società in modo vivido, concreto, tangibile: uno stile caldo, pacato ma inarrestabile, fluido ma ricco di particolari senza essere noioso. Una scrittura che si basa su colori, odori, sapori, profumi, di tante differenti culture che si mescolano e si fondono in un unico paese, accogliente e caldo, per il quale trasuda l’amore profondo della scrittrice.

La descrizione delle due civiltà messe a confronto, quella bianca e quella degli indigeni è impietosa e sincera, attraente, lussuriosa, fantasiosa, ricca di leggende e credenze popolari. Una visione impietosa di una popolazione messa a nudo, con i suoi aspetti ricchi di fascino, le sue passioni, le sue tradizioni, ma anche le sue corruzioni e le sue perversioni. Risalta brutalmente in questo romanzo il ruolo della donna nei paesi dell’America Latina della prima metà del ‘900, in quel Cile che ha sempre amato, ma del quale ha anche condannato i mali e i vizi, a partire dalla dittatura oppressiva e distruttiva. La donna è un essere sottomesso, cresciuta solo per figliare ed essere una buona moglie; un essere inferiore che non tenta neanche una rivalsa sociale, abituato da decenni ad essere posto in secondo piano.

Sosteneva che è meglio essere maschi, perché anche il maschio più miserando ha una moglie cui comandare.

Tra i protagonisti indiscussi di quello che viene definito realismo magico, la Allende ci mostra un mondo dove la realtà si fonde e si confonde con elementi di fantasia: magia, superstizione, miracoli, figure chiaroveggenti e segni del destino che danno a volte una risposta agli eventi reali, rendendoli più sopportabili.

Lei seminò nella mia testa l’idea secondo cui la realtà non è solo come appare in superficie, perché ha una dimensione magica e, volendo, è legittimo esagerarla e colorirla per rendere meno noioso il passaggio attraverso questa vita.

Curioso, quasi impercettibile e che mi ha strappato un sorriso, il riferimento che ho interpretato come un omaggio al maggior esponente di questo tipo di scrittura, che nei suoi stessi anni, in un altro paese, raccontava di mondi esotici ricchi di magia e cruda realtà: Gabriel Garcia Marquez.

Da quando aveva visto una coda di gente davanti a una libreria, ad aspettare pazientemente che un baffuto scrittore colombiano, in trionfale tournée, firmasse i suoi libri, mi riempiva di quaderni, di penne e di dizionari.

Isabel Allende ha un dono inestimabile: quello di saper usare le parole per incantare il lettore con i suoi mondi fin troppo reali, dove un pizzico di magia porta una ventata di ossigeno nelle vite dei suoi personaggi. Protagonisti che si stagliano con forza e prepotenza e che restano per sempre nel cuore del lettore. Ben delineati, forti, potenti, vividi, pieni di passioni, di desideri, di paure, di cadute e di rinascite. Eva Luna si delinea come una donna fuori dal comune nella società in cui vive, una figura femminile che non accetta il ruolo che le viene imposto fin da piccola e non acconsente ad abbassare lo sguardo davanti al padrone, dimostrando un orgoglio e un amor proprio che la aiuteranno a raggiungere i suoi obiettivi.

Amo lo stile della Allende, così pacato ma allo stesso tempo trascinante come un fiume in piena: una narrazione instancabile che unisce e mescola senza distinzione la narrazione dei fatti ai pensieri dei protagonisti, senza virgolette, senza una punteggiatura che metta un freno alla loro personalità. Mi piace la sua abitudine di presentare i nuovi personaggi anticipandone il ruolo e a volte persino il loro epilogo, scelta narrativa che invece di raffreddare la curiosità la incendia.

Kamal entrò nella Perla d’Oriente con tanta discrezione, che non vedemmo in lui i segni della fatalità né sospettammo che avrebbe avuto l’effetto di un uragano nelle nostre vite.

Eva Luna” non è solo una storia di differenze sociali, ma anche di diversità. Seppur nei limiti imposti dal periodo storico, in cui tutto era una novità (specialmente nei paesi latini), è già forte la condanna verso l’omofobia, che si concentra sulla figura di Melecio.

Quando gli psichiatri gli sbriciolarono il cervello a forza di domande, rispose sempre la stessa cosa; non sono frocio, sono una donna, questo corpo è un errore. Né più né meno.

Ma “Eva Luna” è soprattutto una storia d’amore: un sentimento a lungo ricercato e favoleggiato dalla protagonista, che fin da bambina crea storie di unioni impossibili, ostacolate dalle avversità e dalla società, spesso violente, dove le sue eroine raggiungono difficilmente il sogno tanto atteso. Ma questo arriverà, improvviso e delicato, ma potente e inevitabile, come se i due protagonisti lo attendessero da sempre e si conoscessero da prima dei tempi.

La fortuna fece sì che ci trovassimo fra le mani un amore eccezionale e io non avessi più bisogno di inventarlo, ma solo di vestirlo a festa perché durasse nella memoria, secondo il principio che è possibile costruire la realtà a misura dei nostri desideri.


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