Le streghe – Roald Dahl

Le streghe – Roald Dahl

Titolo: Le streghe

Autore: Roald Dahl

Editore: Salani

Genere: ragazzi

Pagine: 200

Voto del Pubblico (IBS): 4,7 su 5

Prezzo: 9,00

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Trama

Il protagonista della nostra storia aveva otto anni quando incontrò per la prima volta delle streghe e fu un’esperienza davvero terribile. Così, a distanza di tempo, ci tiene a raccontare a tutti la verità, con la speranza di fornirci qualche trucco per riconoscerle tra la gente comune. Si, perché le streghe non solo esistono, ma appaiono in tutto e per tutto come normali donne. Solo qualche piccolo insignificante particolare le differenzia, ma osservandoli tutti insieme si può evitare di restare uccisi. Fu la nonna a rivelargli della loro esistenza, oltre a tutto quello che sapeva su di loro, quando, dopo la morte dei genitori, fu affidato a lei. La nonna era molto anziana e aveva visto diversi bambini in Norvegia sparire per sempre a causa di una strega, anche se nella sua opinione le streghe inglesi erano addirittura più perfide. Il loro scopo principale è liberarsi di tutti i bambini del mondo, nel modo più orribile che esista.

Spiaccicati, stritolati,

ben tritati, poi frullati

e oplà…eccoli spariti!

Questo è il motto delle streghe!

Ma se fate attenzione e osservate davvero, noterete che alcune donne hanno delle caratteristiche particolari: le loro narici sono un po’ più larghe, tendono a zoppicare lievemente, hanno spesso un prurito in testa e indossano sempre i guanti. Se vedete una donna che ha tutte queste peculiarità…state alla larga! E’ assai probabile che sia una strega.

Consapevole di queste conoscenze, non fu difficile per il nostro amico rendersi conto di essere capitato in una situazione pericolosissima. Tornato in Inghilterra con la nonna, infatti, si recò con lei a Bournemouth per passare l’estate in un albergo sul mare. Qui, mentre tentava di addestrare due piccoli topolini bianchi che gli erano stati regalati, rimase chiuso nel Salone principale durante il Congresso della Reale Società per la Protezione dell’Infanzia Maltrattata. Che orrore quando si rese conto che le congressiste erano tutte streghe e che la loro Presidente era nientemeno che la Strega Suprema, che la nonna aveva inseguito per tutta la vita.

Mentre si nascondeva terrorizzato dietro un paravento della sala, cercando di non farsi scoprire, il piccolo riuscì ad ascoltare l’orribile piano con cui le streghe avevano deciso di far fuori, in una sola volta, tutti i bambini d’Inghilterra! Sfortunatamente le malvagie vecchie streghe lo scovarono e usarono la loro magia per trasformarlo in un topo. Piccolo e veloce, riuscì a fuggire in camera della nonna e lì i due organizzarono un piano per sventare il mostruoso disegno!


Autore

Scrittore norvegese del secolo scorso, Roald Dahl ha avuto una vita difficile e alquanto sfortunata, dalla quale ha saputo trarre insegnamenti e idee per le sue storie, tutte ambientate in un mondo magico, dove i bambini sono i veri protagonisti. Arruolatosi nell’Aviazione durante la Seconda Guerra Mondiale, subì un gravissimo incidente: il suo aereo cadde nel deserto africano, dove rimase disperso per giorni, riportando fratture craniche e perdita temporanea della vista. In seguito dovette soffrire a causa delle varie malattie della moglie e dei figli, alcuni dei quali morti prematuramente, dalle quali uscirà con un immenso interesse per i bambini.

Artista difficile da trattare per le case editrici, antisemita e misogino, ha saputo parlare ai ragazzi di tutto il mondo e soprattutto ai loro genitori. Oltre a Il GGG“, “La fabbrica di cioccolato“, “Matilde e Le streghe, che sono i suoi capolavori, forse in pochi sanno che suo è il soggetto di “Gremlins” (i piccoli mostriciattoli che lo attaccarono durante lo schianto nel deserto), che scrisse originariamente per la Disney. Quando la casa produttrice lo rifiutò, i diritti d’autore furono acquistati da un fortunato e lungimirante Steven Spielberg. Tra le altre opere “Due racconti“, “Il grande ascensore di cristallo”, “Gli sporcelli“.


Recensione

Ogni volta che leggo un romanzo di Roald Dahl mi stupisco di quanto, pur essendo adulta, vengo trascinata dalle sue storie fantastiche e surreali. Mi sembra sempre di ascoltare un pifferaio magico che mi incanta con la sua fantasia melodiosa e visionaria, e spesso inquietante. Quello de “Le streghe” è il mondo che ho già imparato a conoscere: quello degli adulti che odiano i bambini, figure spesso inadeguate al loro ruolo educativo, personaggi irreali che dimostrano una cattiveria inverosimile ma ironica. Come sempre, la straordinaria capacità di Dahl di giocare con le parole può creare personaggi indimenticabili che sanno essere tanto maligni quanto divertenti.

Il linguaggio è semplice, sempre adatto ai bambini, spesso modificato in base alla necessità della storia. Finita la lettura, nessuno dimenticherà la Strega Suprema e il suo modo di parlare così caratteristico, che straborda di r, ma non sa pronunciare né la b né la v. Ma soprattutto, nessun bambino potrà dimenticare la crudeltà e l’odio smisurato che questa figura prova nei suoi confronti.

I pampini sono rripugnanti! I pampini sono sporrchi e puzzolenti! I pampini sono lurridi e schifosi!

L’eccessività dei sentimenti è la caratteristica fondamentale dei personaggi di Roald Dahl. Quando odiano lo fanno davvero, e quando amano, è un amore tenero e trascinante. L’idea di un numero indefinito di streghe in giro per il mondo, che ha come unico scopo quello di liberare il pianeta dalla presenza dei bambini, è scioccante. Così come meravigliosamente affascinanti sono i metodi che usano queste vecchie megere per sbarazzarsi di loro. Si perché ucciderli sarebbe poco d’effetto e non abbastanza malvagio: e allora si ingegnano per far si che siano gli stessi genitori, ignari, a farli fuori. Cattive e diabolicamente astute!

Come sempre si potrebbe parlare per ore su questo grande e profondo sentimento di disgusto che gli adulti provano nei confronti dei bambini: questi esseri inutili e fastidiosi, rumorosi, ingrati e pretenziosi, lagnosi e spesso viziati. Ma se i bambini, leggendo le storie di Dahl alternano momenti di paura a momenti di grandi risate, perché noi adulti le terminiamo sempre con un sorriso dolceamaro e magari qualche senso di colpa? Forse anche noi genitori, qualche volta, abbiamo pensato di trasformare i nostri figli in galline e rinchiuderli in un pollaio? Ma certo che no, che brutti pensieri. Forse solo in piccoli divertenti topolini… Ma solo per qualche minuto, sia chiaro. Quante volte leggendo le sue opere ho creduto che stesse parlando con me? Quante volte mi sono chiesta se svolgiamo bene il nostro compito di educatori, se siamo i giusti punti di riferimento per i nostri bambini; se sappiamo davvero comprenderli e guidarli? E’ come se Dahl ci giudicasse costantemente inadeguati e convogliasse il nostro personale riscatto in poche fondamentali figure.

In questo caso è la nonna del protagonista, una donnina pronta a tutto pur di proteggere il nipote, il cui affetto è così profondo e sincero da non incrinarsi nemmeno davanti alla trasformazione in topo del bambino. A differenza dei genitori di Bruno, incapaci di accettare la situazione, la nonna è disposta a tenerlo per sempre come topo piuttosto che non vederlo più. Torna così, anche in questo romanzo, l’accettazione del diverso e l’amore nonostante tutto.

Non importa chi sei né che aspetto hai. Basta che qualcuno ti ami.

Qualcuno ha visto in questa storia un avvertimento per i bambini a far attenzione a tutto ciò che è intorno a loro, a non fidarsi sempre delle apparenze e diffidare degli sconosciuti. Potrebbe essere, ma l’idea non mi convince del tutto; Dahl scriveva fra gli anni ’60 e ’80, in una società ben diversa dalla nostra, in cui la diffidenza per il vicino non era così radicata nelle persone. Credo più che i suoi attacchi siano diretti come sempre a noi adulti, mascherati dall’ironia e dalle risate.

E nell’accettazione da parte del protagonista della sua curiosa situazione, ritroviamo un altro tema caro allo scrittore: l’assurdità della guerra e l’abitudine dell’uomo di combattere fra simili, incapace di mantenere rapporti pacifici. Il bambino infatti è quasi sollevato dalla sua nuova condizione, che lo esime dal compiere gli errori tipici dell’umanità.

I topi non sono costretti a far la guerra e a combattere contro gli altri topi. Più ci pensavo, più ne ero sicuro: i topi si amavano l’un l’altro. Gli esseri umani no.

Al contrario degli adulti, i bambini protagonisti di Roald Dahl sono sempre figure forti e positive: coraggiosi, impavidi, sostenitori della giustizia e pronti a battersi per ogni sopruso. La loro mente è aperta alla fantasia e sono disposti a rischiare tutto pur di riparare ai torti degli adulti. Anche se il problema contingente non riguarda loro personalmente, sono mossi dal desiderio di risolverlo ugualmente, per il bene di tutti, a rischio della propria incolumità. Cambiare il mondo per renderlo migliore! I bambini di Dahl sono i miei supereroi!

Come spesso accade con i romanzi di Dahl non so se consigliarli più a un adulto o a un bambino. A fine lettura, le risate delle mie figlie si mischiano ai miei sorrisi amari, che lasciano spazio però a ragionamenti ed esami di coscienza. Quindi leggiamolo tutti, ridiamone, e dopo, anche se avremo ancora voglia di spiaccicarli, stritolarli e poi frullarli, è possibile che li guarderemo con occhi diversi.


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