Quattro dopo mezzanotte – Stephen King

Quattro dopo mezzanotte – Stephen King

Titolo: Quattro dopo mezzanotte

Autore: Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer

Genere: racconti horror

Pagine: 848

Prezzo: 12,00

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Trama

Una dopo mezzanotte. Il volo 29 dell’American Pride parte dall’aeroporto di Los Angeles diretto a Boston. Brian Engle, capitano di volo, ha appena finito il suo turno quando viene aggiunto ai passeggeri del 767: la sua ex moglie è morta in un incendio e deve arrivare in tempo al funerale. Stanco e sconvolto, si lascia andare sulla poltrona del volo col solo desiderio di dormire per tutto il tragitto. Quando le grida della bambina cieca lo svegliano, Brian ha difficoltà a credere a ciò che vede: sul volo 29 quasi tutte le file sono vuote. Di tutti i passeggeri e dell’equipaggio sono rimaste solo undici persone. Dove sono finiti tutti? E soprattutto, chi sta pilotando il 767?

Due dopo mezzanotte. Morton Rainey è uno scrittore di un certo successo. Negli ultimi due anni, però, le cose non sono andate proprio bene. Da quando ha trovato la moglie a letto con il prestante agente immobiliare, tutto ha iniziato a offuscarsi. E ora che sta tentando di riprendere in mano la sua vita, nel cottage di Tashmore, uno strano uomo si presenta alla sua porta, accusandolo di aver rubato il suo racconto. Convinto di poter risolvere la questione pacificamente, Mort sottovaluta la pericolosità dell’uomo, fino a quando non trova il suo gatto ucciso nel patio, e la sua casa di Derry rasa al suolo da un incendio. Forse questo Shooter è più folle di quanto aveva creduto.

Tre dopo mezzanotte. Sam Peebles, agente assicurativo e immobiliare di Junction City, non si sarebbe mai lasciato convincere a tenere il discorso annuale al Rotary se avesse saputo che le conseguenze lo avrebbero inseguito per ucciderlo. Tutta colpa di quei due stupidi libri presi in prestito dalla Biblioteca Pubblica per scrivere il testo. Due libri che Ardelia Lortz, l’inquietante e poco amichevole bibliotecaria gli aveva ordinato di restituire entro sette giorni. Ma Sam li ha persi, e quando si reca serenamente a pagare la multa, scopre due cose che lo gettano nel terrore: la signorina Lortz non è la bibliotecaria della città (non durante gli orari di apertura) e nessuno vuole parlare di lei. Ma soprattutto, ora Sam deve vedersela con il Poliziotto della Biblioteca. Perché è stato un bambino cattivo e lui sta vendendo a cercarlo.

Quattro dopo mezzanotte. Il regalo più bello che Kevin poteva sognare per il suo quindicesimo compleanno è la splendida Polaroid Sun 660 che tiene in mano. Ma l’eccitazione dura poco perché la macchina ha qualcosa che non va. Qualunque sia il soggetto inquadrato, le foto che escono riproducono tutte la stessa immagine senza senso: una staccionata bianca con davanti un brutto cane nero, l’animale più disturbante che il ragazzino abbia mai visto. Incuriosito dallo strano evento, Kevin commette un errore di cui si pentirà amaramente. Decide di tenere la Polaroid e chiede consiglio a Pop Merrill, il vecchio proprietario dell’Emporium Galorium, che ha fama di poter riparare qualunque cosa. Quando i due comprendono che le foto scattate mostrano in realtà che il cane si sta lentamente muovendo, Kevin decide di liberarsi della macchina, che ormai lo spaventa a morte. Quello che non sa è che lo sbaglio più grande è stato rivolgersi al vecchio Pop.


Autore

Cosa dire del “Re del brivido”? Che nel suo nome era già previsto un futuro abbagliante all’interno di un genere che prima di lui ha avuto nomi autorevoli come Lovecraft e Poe. Ma il Re è il Re. Una vita complicata e non sempre serena, la sua, cosa che non tutti sanno. Tentativi disperati di pubblicare un romanzo mentre lavora come insegnante; droga, alcool, una famiglia da mantenere; un incidente stradale che lo ha costretto a letto per quasi due anni all’apice della sua carriera.

Eppure King prosegue per la sua strada, con le tasche ancora piene, dopo tanti anni, di racconti preziosi che risvegliano le nostre più nascoste paure e ci inchiodano alle pagine. Oggi viene considerato tra i più grandi scrittori di letteratura fantastica, in particolare horror, del nostro secolo e di quello scorso. Ha pubblicato più di 70 opere (alcune con lo pseudonimo di Richard Bachman) e ha collaborato con registi famosi per le trasposizioni dei suoi romanzi, da Brian De Palma a Stanley Kubrich, John Carpenter, J.J. Abrams, Rob Reiner e Lawrence Kasdan. Tra i suoi libri più famosi si possono citare “It”, “Cujo”, “Christine”, “Pet Sematary“, “Carrie”, “L’incendiaria” e “Misery”, fino ai più recenti “Il miglio verde”, “L’acchiappasogni”, “The Dome”, “Sleeping Beauties”, “La scatola dei bottoni di Gwendy”, “The outsider” e “Elevation“. Tra le raccolte di racconti ricordiamo “Stagioni diverse“, “Quattro dopo mezzanotte” e “Il bazaar dei brutti sogni.


Recensione

Quanto è piacevole tornare ai libri di un autore quando ami qualunque cosa egli scriva? (“piacevole” è un aggettivo che forse non tutti userebbero per i romanzi horror di Stephen King, ma lasciatemela passare). Io credo fermamente che ci siano persone che sono nate per fare una determinata cosa, e che la faranno sempre meglio di altri anche senza impegnarsi troppo, perché è nella loro natura. La natura di Stephen King è immaginare cose dietro la realtà, tirar fuori le nostre paure più nascoste e giocare con loro, a volte vincendo, a volte perdendo la battaglia. Il maestro dell’orrore, come lo definiscono, riesce a superare il velo tra realtà e irrealtà e immaginare scenari terrificanti da situazioni che a noi sembrano innocue. Spaventare le persone non è facile, bisogna sapere dove andare a colpire, e lui ha un sesto senso del tutto speciale. Seppure io preferisca quando si cimenta con il romanzo, devo dire che alcuni suoi racconti hanno un posto di tutto rilievo nella mia memoria di Fedele Lettore, e “Quattro dopo mezzanotte” è una di quelle raccolte che più mi hanno impressionato. Una delle cose che adoro di più di questo autore è il piacere che mostra nel rivolgersi al suo Fedele Lettore all’inizio di ogni racconto, tirando fuori qualche aneddoto su come sono nate le idee; questa raccolta in particolare nasce dalle sue riflessioni sul tempo e sul suo passaggio.

Il tempo e gli effetti corrosivi che può avere sul cuore umano. Il passato e le ombre che esso proietta sul presente…ombre nelle quali talvolta crescono cose sgradevoli e cose ancor più sgradevoli si nascondono…e ingrassano.

Credo che il racconto che ho preferito in assoluto sia stato “I langolieri”, non solo per la possibilità di altre linee temporali che mi affascina sempre, ma soprattutto per il modo del tutto particolare con cui ha condotto la narrazione. I paragrafi, che alternano la storia dei protagonisti, si fanno via via più brevi man mano che la vicenda si fa più complicata, fino ad arrivare a poche righe che saltano da un personaggio all’altro, aumentando notevolmente l’ansia e anticipando il senso imminente della fine. Un’altra caratteristica che lo contraddistingue da sempre è la rete che è riuscito a tessere tra i suoi vari romanzi, dove troviamo spesso richiami ad altre sue opere, personaggi che abbiamo già incontrato in altre situazioni, e soprattutto un piacere nell’autocitarsi (come quando la bibliotecaria parla in tono dispregiativo delle opere di un certo Stephen King, o quando la sorellina di Kevin, amante di film horror, guarda in tv “Christine”).

Spesso, soprattutto quando si dedica al racconto, torna ai luoghi a lui più cari come Castle Rock o Derry. La capacità straordinaria di tenere uniti tutti questi fili è dovuta oltre che alla sua genialità anche alla scelta di ambientare le sue storie nella piccola provincia americana. In cittadine come Castle Rock, Ludlow o Derry, tutti si conoscono, le storie familiari vanno avanti da decenni, ed è facile intrecciarle tra loro. La provincia è la linfa vitale di tutte le storie del maestro: è la piccola realtà in cui si nascondono meglio le creature infestanti e dove le vite apparentemente semplici custodiscono segreti indescrivibili. Come sempre, sono rimasta affascinata dalla sua maestria nel disegnare un affresco sublime della vita di queste piccole cittadine, dove la biblioteca pubblica può diventare il posto più pericoloso del mondo, una semplice Polaroid può distruggere la tua vita, e lo scrittore che abita nella baita sul lago può scontrarsi con la follia di un pazzo omicida. Ho adorato anche questa raccolta di King, come quasi tutti i suoi libri; una volta di più si conferma, anche nelle storie brevi, capace di creare personaggi forti e vividi e di trascinarti nel buio dove hai più paura e tenerti lì, finché non ti sembrerà di non riuscire più a respirare. Eppure continuerai a leggere perché non puoi farne a meno; perché le sue storie sono conturbanti e toccano le nostre più intime e oscure paure e credo sia nella natura umana non resistere alla curiosità di vedere oltre quella linea sottile che ci separa dalla razionalità.

I bambini odiavano e temevano il buio…ma ne erano anche attratti, no? Il buio li chiamava.

E questi racconti stanno chiamando anche voi Fedeli Lettori. Dovete solo seguire il buio.


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