Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico – Luis Sepúlveda

Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico – Luis Sepúlveda

Titolo: Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico

Autore: Luis Sepúlveda

Editore: Ugo Guanda

Genere: romanzo per ragazzi

Pagine: 78

Voto del Pubblico (IBS): 4 su 5

Prezzo: 11,40

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Trama

Max e Mix, o Mix e Max, decidete voi come chiamarli visto che nessuno dei due è proprietà dell’altro, sono due amici molto speciali. In una casa di Monaco di Baviera, in una stradina fiancheggiata da ippocastani, Max cresce con i suoi fratelli e il piccolo gattino Mix, dal folto pelo nero sulla schiena e bianco sul petto. Mix e Max sono felici, esuberanti e vivaci e condividono anche le avventure più rischiose, come salire sul ramo più alto di un albero senza sapere più come scendere. Perché Max e Mix sono amici.

Gli anni passano e Max lascia la casa dei suoi genitori per trasferirsi in un appartamentino con una bella finestra che si affaccia sulla strada principale, dalla quale Mix può osservare la vita che scorre. Per non limitare la libertà del gatto, Max apre una botola sul soffitto del bagno, attraverso la quale Mix può uscire indisturbato e passeggiare per i tetti di Monaco.

Piano piano, però, il cielo di Mix si fa sempre meno azzurro e l’appartamento sembra avvolto da una strana nebbiolina. Finché un giorno, improvvisamente, Mix inciampa in una scatola di libri lasciata sul pavimento. Non si può far nulla: il gatto sta perdendo la vista. Così, mentre Max inizia ad assentarsi sempre più spesso per lavoro, il gatto ormai vecchio e quasi cieco inizia a soffrire la solitudine. Ormai passa le giornate chiuso in casa, sognando le scorribande di un tempo.

Ma la cecità ha acuito l’udito, per questo quando uno strano esserino finisce tra le sue zampe, Mix sa perfettamente che si tratta del topo che vive da tempo nella credenza della cucina. Tra i due curiosi nemici nasce subito un rapporto di pacifica e bilanciata convivenza: il gatto gli fornisce cibo e il topo gli descrive con cura e dovizia di particolari tutto quello che può vedere dalla finestra. Si sviluppa così una originalissima amicizia, che restituirà a Mix un po’ della serenità perduta.

Ma il topo Mex non è soddisfatto: c’è una cosa che manca terribilmente al gatto e lui ha intenzione di restituirgliela.


Autore

Luis Sepúlveda è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore e regista cileno nato nel 1949. Impegnato fin da ragazzo nella politica, ha avuto una vita estremamente complicata, che lo ha portato fuori e dentro il suo paese, a seconda di chi deteneva il potere. Dopo un periodo felice, in cui entra a far parte della guardia personale del generale Allende, il colpo di stato di Pinochet lo condanna all’ergastolo. Dopo mesi di tortura, solo l’intervento di Amnesty International riesce a salvarlo, costringendolo però all’esilio, durante cui opera con l’Unesco e Greenpeace, venendo a contatto con gli Indios dell’America Latina.

Trasferitosi in Spagna, ha proseguito con la sua scrittura militante e con opere dedicate ai ragazzi. Nel 2020, dopo un lungo ricovero, è morto a causa dell’infezione covid-19. Tra i romanzi più famosi “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, “Il mondo alla fin del mondo”, “Diario di un killer sentimentale”, “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa“, “Incontro d’amore in un paese in guerra”, “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà“.


Recensione

Ma a quante meravigliose favole riesce a dar vita questo maestro della narrativa cilena e mondiale? Infinite e sempre cariche di tenerezza, amicizia e buoni insegnamenti. “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico” è un libricino davvero breve, stiamo parlando di appena 78 pagine. Eppure a mio parere è uno dei suoi migliori testi per ragazzi.

A differenza di altre opere che ho letto, come “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa” o “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà“, questo testo è molto più scorrevole e veloce, mai rallentato dall’uso di termini di altre lingue, come invece avevo notato nelle altre storie. La sua scrittura è sempre magica ed essenziale, ma questa volta in particolare arriva diritta al punto e lo fa con candore, con tenerezza e tanta semplicità. Il linguaggio è ovviamente adatto a un bambino, ma è innegabile il fascino che emani anche per un adulto. Sepúlveda è capace di incantare con le parole, di evocare paesi stranieri, emozioni disparate e sentimenti profondi. E’ una lettura splendida e seducente per qualunque età. Come sempre, la storia è accompagnata da disegni semplici e stilizzati, piacevolissimi, curati dall’Editore Ugo Guanda, e che sicuramente faranno impazzire i più piccoli.

I tre personaggi, Max, Mix e Mex, ci raccontano la storia di un’amicizia, nonostante le differenze e le apparenze. Come spesso accade nelle favole di Sepúlveda, i protagonisti sono animali in grado di parlare tra loro, che trasmettono i messaggi dello scrittore. Max è un ragazzino vivace e allegro, che adora il suo gatto, e che crescendo diviene un adulto curioso e intelligente, con una gran voglia di darsi da fare e mettere in pratica tutto ciò che ha studiato. In questa sua crescita c’è sempre spazio per Mix, al quale permette quasi ogni cosa, senza mai limitare la sua libertà. E’ consapevole di non avere nessun diritto di proprietà sul gatto e si fida del suo desiderio di voler rientrare a casa dopo le sue passeggiate giornaliere. E’ un rapporto di amore e fiducia, nel quale ognuno dei due si prende cura dell’altro.

Mix è un gatto curioso della vita e felice di viverla, che sa apprezzare anche i momenti più semplici di una giornata, come osservare la neve che cade o guardare il mondo che scorre fuori nella strada; apprezza l’aria fresca dell’inverno e quella calda dell’estate, il volo degli uccelli, i colori del cielo. E anche quando non potrà più farlo, il potere dei ricordi lo aiuterà a godere ancora dell’esistenza, perché le cose piacevoli non possono essere dimenticate.

Mex è un topolino messicano troppo loquace e molto vigliacco, che riesce a trasformare con la fantasia tutto quello che vede in cibo. Così le scie degli aerei diventano una crema bianca e dolce, mentre i fiocchi di neve divengono deliziosissimi cereali. Nonostante la paura lo blocchi continuamente, non si farà scrupolo di restare al fianco di Mix anche nelle situazioni più pericolose.

A guardare bene il racconto, si potrebbe stilare un decalogo dell’amicizia, sulla base delle varie affermazioni che lo scrittore semina nelle pagine.

Un amico si prende cura di ciò che piace all’altro.

Un amico si prende sempre cura della libertà dell’altro.

Un amico capisce i limiti dell’altro e lo aiuta.

I veri amici condividono anche il silenzio.

I veri amici condividono i sogni e le speranze.

Gli amici non si ingannano mai e poi mai.

Quando gli amici sono uniti, non possono essere sconfitti.

I veri amici si aiutano a superare qualsiasi difficoltà.

I veri amici condividono il meglio che hanno.

Insomma, un omaggio a uno dei sentimenti più edificanti che l’uomo possa provare. E, soprattutto, una spinta a trovare somiglianze nelle diversità, amore dove non si suppone che possa esserci, e sostegno anche quando non ci si sente capaci di darlo. Mix e Mex sono per natura due acerrimi nemici, eppure le condizioni particolari in cui si incontrano abbattono ogni muro, creando un rapporto speciale di amicizia, solidarietà e fiducia.

Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico” è anche un incentivo a vivere la vita senza scoraggiarsi mai e senza lasciarsi abbattere dagli inconvenienti. Il gatto Mix, nonostante la cecità stia limitando fortemente la sua libertà e stia offuscando la sua vita, oltre alla vista, non si lascia andare, e lotta contro la tristezza e il rimpianto, trovando nella sua nuova condizione elementi che lo rendono felice. Mix è capace di trovare gioia anche in quella che può sembrare una vita triste e desolata. E alla fine, grazie anche al topo Mex, raggiunge il suo intento e riesce a godere del tempo che ha a disposizione. Che in fondo

lungo o breve, non importa, perché la vita si misura dall’intensità con cui si vive.


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