L’occhio del lupo – Daniel Pennac

L’occhio del lupo – Daniel Pennac

l'occhio del lupo

Titolo: L’occhio del lupo

Autore: Daniel Pennac

Editore: Salani

Genere: romanzo per ragazzi

Pagine: 109

Voto del Pubblico (IBS): 4,8 su 5

Prezzo: 7,60

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Trama

Nella gabbia di uno zoo europeo, un lupo cammina avanti e indietro, osservando con fastidio e curiosità, con l’unico occhio che gli è rimasto, un bambino. Il bambino, dall’altra parte delle sbarre, osserva il lupo in silenzio, senza stancarsi mai e restando fermo per giorni interi. Finché un giorno, vinto dalla tenacia del giovane Africa, Lupo Azzurro si arrende e lascia che il ragazzo osservi attraverso l’occhio aperto la sua vita precedente, quando aveva una famiglia e tanti fratelli, viveva nella fredda Alaska e giocava nella neve.

Deciso a ricambiare la fiducia, Africa lascia che il lupo assista alle sue peregrinazioni da quando è nato e subito è stato abbandonato. Attraverso l’Africa Gialla, quella Grigia e poi quella Verde, il bambino ha conosciuto tanti amici animali, per poi perderli tutti, e ha ottenuto l’affetto di pochi umani, finché con quella che sembra finalmente una famiglia è approdato in Europa.

Quando capiranno di essere vittime della stessa solitudine, i due potranno finalmente trovarsi e fare pace con il mondo che li circonda.


Autore

Daniel Pennac è uno scrittore francese nato nel 1944. Pessimo alunno fin dalle elementari, anche a causa della sua dislessia, troverà solo al liceo un professore che lo spingerà verso la scrittura, intuendo il suo potenziale. Dopo un inizio stentato, riscuote il successo con “Il paradiso degli orchi, primo capitolo di quella che sarà la saga Malaussène, scritto per una scommessa tra amici, che lo avevano sfidato a scrivere un giallo. La sconclusionata famiglia gli porterà fortuna: seguiranno infatti “La fata carabina”, “La prosivendola”, “Signor Malaussène”, “La passione secondo Thérèse” e “Ultime notizie dalla famiglia“.

Scrive anche alcuni romanzi per ragazzi, tra cui “Ernest e Celestine“, “L’occhio del lupo” e “Abbaiare stanca“. A 18 anni dall’uscita dell’ultimo libro della famiglia Malaussène, torna in libreria con “Il caso Malaussène: Mi hanno mentito”. Nel 2020 esce l’ultimo romanzo “La legge del sognatore”.


Recensione

Sono così abituata all’allegria e alla surreale caoticità della famiglia Malaussène, che ho fatto fatica, in questo breve romanzo, a riconoscere quello che è uno dei miei autori preferiti. Eppure, nonostante sia smorzato dalla storia triste e cupa che racconta, Pennac è proprio lì. Nascosto nelle parole che usa e nel modo in cui le usa. Il suo stile, anche in questa novella per bambini, è facilmente riconoscibile: è veloce, frizzante, quasi a scatti, sempre ironico e critico verso la società. Le frasi sono spesso corte e incisive, a volte solo un paio di parole. E’ una lettura assai scorrevole, proprio per la natura della sua scrittura, adeguata ovviamente all’attenzione di un ragazzo.

Il racconto è caratterizzato in gran parte da dialoghi: frammentati, spezzati, ingarbugliati, dei quali spesso Pennac non definisce nemmeno i soggetti che parlano. Un registro linguistico informale e colloquiale che si fonde con la ricerca di termini eleganti, poetici, quasi lirici. Come sempre, l’autore è capace con poche parole disordinate di rendere paesaggi, momenti, emozioni, più che con mille frasi.

Il sole sorgeva e tramontava. Viaggio triste, lungo, interminabile. Caldo, monotonia.

Sullo sfondo di due terre estreme, dal Grande Nord dell’Alaska, all’Africa Gialla, Grigia e Verde, con i suoi mille ambienti diversi, Pennac ci impone due protagonisti accomunati dalla stessa tristezza: quella della solitudine. Il lupo ha dovuto abbandonare il suo branco per proteggerlo dall’uomo che li insegue, e ha perso per sempre la terra in cui è cresciuto. Il bambino ha perso i genitori alla nascita, e cresce con un vuoto dentro che cerca di colmare sognando storie fantastiche che racconta, davanti al fuoco, ai suoi numerosi amici.

Due antiche lacrime gli avevano lasciato due tracce nere fino agli angoli delle labbra.

L’occhio del lupo” è la storia di due solitudini che si incontrano e si capiscono. E, finalmente, si placano a vicenda. Io ho letto il romanzo con gli occhi di un adulto, e devo ammettere che ho faticato ad apprezzarlo. L’uso, in alcuni punti del libro, di un linguaggio ricercato, la lentezza della narrazione, intima e delicata, ha reso il mio tentativo piuttosto faticoso.

Mi chiedo quindi se sia facile per un bambino leggerlo e capirlo. Devo dire che alcune caratteristiche della storia mi hanno ricordato molto le favole di Luis Sepúlveda, soprattutto l’interazione di alcuni esseri umani con la natura e la loro capacità di comprendere il linguaggio degli animali.

Trovo sia una lettura profonda, che ci racconta di amicizie vere e genuine che sopravvivono ai cambiamenti e alle difficoltà. Alla fine, gli amici veri si ritrovano e il loro legame li aiuta a sopportare le tristi situazioni della vita. E’ toccante anche il tema della comprensione dell’altro, tanto caro a Pennac, che lo sostiene sempre con estremo tatto e dolcezza. Africa, il bambino, deciderà di chiudere uno dei suoi occhi per solidarietà nei confronti del lupo: per dimostrargli che ha capito e che lo sostiene nella sua tristezza. E Lupo Azzurro, che si rifiutava di continuare a osservare un mondo che lo aveva solo deluso e addolorato, convinto che non ci fosse nulla per cui valesse ancora la pena vivere, capirà che un vero amico può restituire la serenità persa.

In definitiva è un racconto che consiglierei ai ragazzi per i lieti messaggi che diffonde (perdonatemi, ma Pennac mi strappa sempre un sorriso), ma eviterei forse di farlo leggere a bambini troppo piccoli, perché pur essendo una buona favola è difficile da interpretare e rischia di risultare poco attraente.


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